martedì 8 marzo 2016

8 marche di matite colorate

In questo post vado a confrontare 8 marche di matite colorate messe alla prova sullo stesso identico soggetto: una caraffa con fiori.
Le marche a confronto sono diverse tipologie delle inglesi Derwent, le tedesche Faber-Castell, le svizzere Caran d'Ache, le ex-tedesche ora italiane Lyra (Fila). Si tratta di matite colorate tradizionali a secco, non acquerellabili, a base cerosa, oleosa o lievemente gessosa (escludendo le versioni di matite pastello a base prettamente gessosa).
Le varie versioni partono dallo stesso disegno di base riprodotto col tavolo luminoso e poi colorato con la stessa tecnica in diverse varianti cromatiche.



1. DERWENT COLOURSOFT

Sono matite a fusto tondo e liscio, con una mina di diametro medio (4 mm) a base leggermente gessosa. La consistenza è vellutata e l'assortimento propone colori vivaci e intensi (adattissimi per soggetti floreali).
Al contrario delle matite pastello a base di gesso, le Coloursoft non si possono sfumare con le dita, in compenso non sono polverose e si stratificano bene, dato che sono meno coprenti e lasciano intravedere i colori scuri sottostanti a quelli più chiari,
L'applicazione su carta ruvida lascia piccoli spazi bianchi che si riducono senza sparire completamente con strati successivi di colore o col ricorso alla matita bianca (la quale crea una finitura opaca che non riflette la luce, una sorta di "effetto talco") oppure con una apposita matita incolore per sfumare (come la matita "Blender" della stessa casa produttrice).
Sono matite particolari, che coniugano il finish dei pastelli con la precisione e la pulizia delle matite a base cerosa o oleosa a mina più dura.


2. LYRA REMBRANDT POLYCOLOR

Sono matite a fusto tondo in legno naturale laccato, la mina è fine (3.5 mm), a base oleosa, abbastanza dura da essere adatta ai dettagli. Alcune tonalità di colore sono molto intense, mentre altre appaiono meno ricche di pigmenti e sono più adatte per brunire i colori più ricchi.
Su carta ruvida la coprenza è buona, ma non perfetta: piccolissimi spazi bianchi rimangono anche sovrapponendo più strati,
Il finish è lucido, i colori si stratificano ottimamente, la matita bianca fonde i colori senza essere eccessivamente coprente o pastosa.
Sono matite versatili, non necessitano di fissativo e offrono un buon rapporto qualità prezzo.


3. FABER-CASTELL POLYCHROMOS

Matite a fusto tondo laccato, con mina medio-fine (3.8 mm), a base oleosa, similari alle Rembrandt Polycolor, con consistenza leggermente più vellutata.
I colori sono tutti egualmente intensi e si sovrappongono alla perfezione.
La coprenza è buona anche su carta ruvida, tuttavia per coprire del tutto la grana della carta è consigliabile la fusione dei colori con la matita bianca o lucidando il disegno con l'aiuto di un fazzoletto di carta (il colore si diffonde leggermente strofinandolo, il che garantisce una resa più uniforme).
Si tratta di matite assolutamente versatili, piacevoli da usare, abbastanza agevoli anche per i dettagli. Ottimo rapporto qualità-prezzo. Unico neo: nei set da 12, 24 o 36 mancano totalmente i beige color carne, ma si trovano venduti singolarmente.


4. PRISMACOLOR PREMIER

Matite a fusto tondo laccato, mina media (4 mm) a base cerosa e tenera. I colori sono davvero molto intensi e ricchi, ma essendo la mina morbida, si rende quasi indispensabile l'uso della matita bianca per diffonderli e coprire la grana della carta, che se ruvida rimane evidente.
La consistenza è grassa e il finish con la matita bianca appare burroso alla vista e al tatto. Il colore è spesso e relativamente coprente, ma si presta a qualche stratificazione.
 La punta si consuma rapidamente e va temperata spesso.
Ottimo rapporto qualità-prezzo e set ben bilanciati nell'assortimento dei colori. Esiste anche un set da 24 tonalità pensate per la ritrattistica.  


5. DERWENT STUDIO

Matite a fusto esagonale e con mina fine (3.5 mm), dura e cerosa: queste matite sono pensate appositamente per i lavori di dettaglio. Il fusto esagonale ne consente una presa migliore e la mina è sottile e dura, perfetta per stratificare, tratteggiare e per il disegno lineare.
I colori non sono particolarmente intensi, ma le tonalità si possono costruire ed intensificare con il tratteggio incrociato e progressive stratificazioni. La consistenza traslucida lascia emergere i colori sottostanti, offrendo una fusione ottica del colore.
La matita bianca fonde i colori, ma tra tutti i tipi di matite qui analizzate, le Studio sono quelle che ne necessitano meno, in quanto la mina dura appiattisce la grana della carta di per sè, inoltre i colori si mescolano meglio per stratificazione e tratteggio, piuttosto che per fusione vera e propria.
Le matite sono pulite e precise, non richiedono fissativo. Come tutte la matite della Derwent, non sono propriamente economiche.

6. DERWENT DRAWING

Matite a fusto tondo laccato con mina grossa (5 mm) e cremosa. Tra le matite analizzate, queste sono quelle più adatte ad un approccio pittorico, ricordando anche in parte la consistenza dei pastelli ad olio.
Essendo coprenti, non sono adatte per i dettagli e la stratificazione, ma sono molto espressive e corpose. La mina cremosa lascia spazi bianchi alle prime applicazioni, ma successivamente tende a coprire la carta con uno strato spesso e pastoso di colore.
La matita bianca fonde bene gli altri colori e al contempo li attenua creando uno strato denso e burroso sulla superficie.
Sono matite decisamente particolari e interessanti da usare. L'assortimento di colori si limita a 24 tonalità neutre, adatte a disegni naturalistici e ritratti.
Per chi cerca un set di matite con una consistenza simile e colori più brillanti, consiglierei di orientarsi sulle Prismacolor.


7. DERWENT ARTIST

Matite a fusto tondo laccato, con mina media (4 mm), dura e cerosa. Sono la linea classica della Derwent e sono la versione a mina più grande delle Studio. Questa caratteristica le rende più adatte a disegni di maggiori dimensioni e fa sì che la pressione esercitata sulla grana della carta sia leggermente inferiore (evitando di appiattirla troppo presto, rovinandola).

8. CARAN D'ACHE PABLO

Matite a fusto esagonale con mina medio-fine (3.8 mm) a base oleosa e consistenza morbida.
Su carta ruvida, la mina tenera rilascia un colore intenso ma che si frammenta lasciando spazi bianchi che persistono anche calcando e sovrapponendo altri strati. L'uso di una matita bianca per fondere e diffondere i colori permette di renderli omogenei e apprezzarne la vivacità.
I colori si stratificano e sovrappongono molto bene tra loro,
Sono similari alle Polychromos della Faber-Castell, ma con un peggior rapporto qualità prezzo. Più pregevole la linea acquerellabile Prismalo, a mio avviso, rispetto alla Pablo.


La preferenza di una marca rispetto ad un'altra resta una scelta personale su cui influiscono la tecnica usata, la piacevolezza nell'utilizzo, il tipo di soggetti scelti, etc.
Attualmente considero le Faber-Castell le più versatili, con colori ricchi e adatte ad ogni tipo di soggetto, ma apprezzo molto anche le Prismacolor e le Lyra, mentre le Drawing le trovo interessantissime per i paesaggi.

E voi quali preferite? Sperimentate!
Al prossimo post =)

domenica 14 febbraio 2016

Grisaglia, verdaccio e matite colorate

Ci si può accostare alla pittura a secco con le matite colorate in due modi, dal chiaro allo scuro come si fa con gli acquerelli, oppure colorando prima le parti più scure e sovrapponendo le tonalità più chiare successivamente.
Io ricorro più spesso alla seconda tecnica e, nello specifico, prima realizzo quasi sempre una versione monocroma del disegno, applicandovi poi sopra i colori.
Questa tecnica prende il nome di "grisaille" e veniva utilizzata nella pittura ad olio.
In genere io realizzo il monocromo con la matita nera, altre volte con la matita blu (poiché il blu è sempre presente nelle ombre). Ma in realtà si può utilizzare un qualsiasi colore scuro, come un marrone, un seppia, un viola, etc.
Nel post di oggi ho voluto provare ad utilizzare il verde, ispirandomi alla tecnica del "verdaccio" utilizzata un tempo per i ritratti ad olio e gli affreschi.

Riporto di seguito due esempi realizzati con uno schizzo preliminare in verde, poi ricoperto con strati di colori successivi. Il primo esempio è stato realizzato con un set di 10 matite Polychromos Faber-Castell in cui era compreso un color rosa carne:


Il secondo esempio è stato realizzato con un set di 12 matite della Prismacolor dove non erano presenti i colori dell'incarnato e che sono stati ottenuti con strati arancione, giallo, marrone, mescolati con la matita bianca in dotazione. Nello smorzare la tonalità troppo accesa dell'arancio, ha contribuito la base complementare in verde.


Questo è il risultato finale, dove il verde è stato coperto dagli strati di colore successivi e non risulta quasi più visibile se non trasparendo leggermente in alcuni punti. Di seguito due fasi della realizzazione.


Questa la base realizzata con la matita verde scuro del set. 

Qui sotto in una fase di colorazione intermedia:



Un approccio diverso ed interessante che si ispira al passato per dipingere con le matite colorate, personalmente l'ho trovato valido e una buona alternativa al monocromo in scala di grigi. 

Al prossimo post! =)

giovedì 7 gennaio 2016

Guerriera nomade

Oggi disegno un primo piano di una giovane donna che mi immagino appartenere a qualche clan di nomadi del deserto, con semplici ornamenti tribali ad abbellirla.
Ho utilizzato le matite acquerellabili ed una matita carboncino per realizzare la grisaglia, ossia per individuare i valori tonali in scala di grigio.


Normalmente per le comuni matite colorate a secco, utilizzo la matita nera del set, ma in questo caso utilizzare la matita colorata acquerellabile nera avrebbe poi sporcato tutto il disegno non appena ci avessi passato il pennello bagnato. Il carboncino invece ha resistito all'acqua: non si è sciolto, pur rimanendo visibile sotto gli strati trasparenti dei colori successivi. 


Sopra il carboncino, applico i colori locali con le matite acquerellabili. 


Definisco il diadema sulla fronte che decido di unire ai corni dorati che ornano i capelli. Acquerello tutte le parti del disegno con un pennello umido..


A questo punto, riprendo il carboncino ed intensifico contorni ed ombre (del diadema, dei corni, dei capelli, del viso e delle labbra), fino ad ottenere il disegno di apertura. 

Finito! Al prossimo post! =)

mercoledì 6 gennaio 2016

Fata della conoscenza

Oggi disegno una ennesima fatina, ma questa volta un po' enigmatica e con una tecnica nuova, che non avevo ancora usato, ovvero una tecnica mista che mette insieme il rapidograph, il carboncino ed i pennarelli ad alcool.


Per cominciare ho disegnato uno schizzo a matita di cui ho ripassato i contorni con la penna tecnica. Successivamente ho individuato i valori tonali del disegno con una matita carboncino. 


In seguito, ho usato i marker Letraset per applicare i colori locali. Prima le labbra, il frutto, la carnagione.


Poi le ali. I guanti ed i calzari.


Infine coloro il fiore, gli abiti ed i capelli, su cui ho ripassato del nero a pennarello sopra il nero del carboncino.


In ultimo, ho deciso di allungare la folta chioma corvina della fata, colorandola col nero fin sotto le ali. La versione finale è quella di apertura.

Al prossimo post! =)

Fumatrice esotica

Per questo disegno mi sono avvalsa di una tecnica mista, associando il disegno base con la penna tecnica per stabilire il contorno, gli acquerelli per costituire la base del colore ed i pennarelli per ravvivare ed intensificare.


Con un liner medio nero, senza schizzi preliminari a matita, ho tracciato il profilo della figura. 


Terminati i contorni a penna, ho steso i colori base con pennello ed acquerelli.


Per intensificare i colori base ho scelto i pennarelli, per un effetto più forte, anzichè continuare con altre stesure di acquerello. 


Per attenuare i tratteggi, ho acquerellato i pennarelli con un pennello umido, in modo da uniformare il tutto ed ottenere il disegno visto in apertura.

Finito. Al prossimo post! =)

lunedì 4 gennaio 2016

Acquerellare i pennarelli

Avete mai pensato di usare i comuni pennarelli ad acqua (anche quelli per bambini) come acquerelli? Può essere utile per ammorbidire le linee parallele usate per colorare, per rendere uno schizzo più morbido e realistico, per attenuare i toni.


Anche questo schizzo disegnato velocemente con un tratteggio grossolano, acquista maggiore interesse se acquerellato. 
Per controllare meglio la quantità d'acqua, mi sono servita di una penna a pennello con serbatoio. 
In particolare, visto che i pennarelli ad acqua spesso non offrono molte tinte per l'incarnato, ho trovato utile sfumare ed attenuare l'arancione per colorare il corpo della figura.



Il vantaggio rispetto agli acquerelli è quella di essere portatili (così come il pennello con serbatoio) e quindi adatti per gli schizzi. Rispetto alle matite acquerellabili, i colori sono più intensi,
E' una tecnica quindi utile per realizzare bozzetti rapidi con colori intensi e sfumature. Con più cura e precisione, tuttavia, si possono ottenere anche dei bei disegni finiti. 

Al prossimo post! =)


domenica 3 gennaio 2016

(Auto)ritratto con le Caran d'Ache

Ho realizzato questo disegno in stile un po' espressionista utilizzato le matite colorate acquerellabili Caran d'Ache Prismalo.

Come sempre, ne riporto le varie fasi di esecuzione. 

Per prima cosa ho usato la matita nera per disegnare il volto, partendo dagli occhi.


Ho disciolto il nero con una penna a pennello medio con serbatoio d'acqua.


Ho aggiunto delle ombre blu al viso, nei contorni esterni, intorno agli occhi, sotto gli zigomi e sotto il mento. C'è del blu in tutte le ombre e il blu scelto è colore complementare al pesca che applicherò successivamente per l'incarnato. Lo sciolgo con l'acqua sopra la stesura di nero precedente.


Coloro le labbra di rosso scuro e stendo del giallo sulle palpebre. Sciolgo i due colori con l'acqua.



Tocchi di lilla e rosso completano le ombreggiature. Creo e coloro una spallina con del rosso scuro.


Infine coloro la carnagione, molto chiara, con una velatura color pesca. Tocchi di giallo illuminano labbra, zigomi e capelli. Sciolgo le nuove stesure col pennello carico d'acqua.


 Il lavoro è finito. Scelgo una cornice bordeaux e lo appendo cogli altri. 


Al prossimo post! =)

Sacerdotessa Maya

Mi immagino questa donna come una divinità Maya o una sacerdotessa o una regina di selvaggi e verdeggianti terre del Sud America, tra templi antichissimi.
Il disegno è in stile decorativo di richiamo leggermente Liberty, per via dei contorni scuri e colorazione uniforme.
Il contorno è stato fatto con la penna tecnica e la colorazione con le matite colorate.


Fase 1: il disegno a matita viene ripassato ad inchiostro.


Fase due: inizio a colorare la carnagione ambrata con del rosso veneziano.


Fase tre: coloro i capelli di nero e accenno le ombreggiature della sfera sempre con del rosso veneziano.



Fase quattro: coloro gli abiti di verde primavera.


Fase cinque: coloro la sfera sovrapponendo dell'arancione e del giallo, preservando qualche alta luce bianca. 


Fase sei: aggiungo del blu e dell'azzurro sullo sfondo e come ombra della sfera. Il disegno è finito ed è quello in apertura.

Al prossimo post! =)

Angelo in abito rosso

Questo disegno è stato realizzato in tre fasi, utilizzando una stilografica a inchiostro nero ed una matita colorata rossa.



Prima fase: disegno e tratteggio con stilografica.


Seconda fase: ho disciolto l'inchiostro con un pennello bagnato.



Terza fase: ho aggiunto qualche linea con la stilografica e ho colorato l'abito di rosso con la matita colorata per ottenere il disegno in apertura. 

Finito, al prossimo post! =)

Confronto tra matite colorate: funghetti su carta ruvida

In questo post rifaccio il disegno dei funghetti già realizzato con le Derwent Drawing in precedenza, con altri tipi di matite: altre 4 a secco e 3 acquerellate. Le metto a confronto su carta ruvida con grana grossa e meccanica, così da vedere quali risultino più brillanti.


Derwent Coloursoft: queste matite hanno il pregio di avere un assortimento di colori belli e vivaci, ma la mina tenera fatica a riempire la grana ruvida della carta. Più indicate su carta liscia e setosa,


Derwent Artist: la realizzazione di una grisaglia con la matita nera, riesce a intensificare i contrasti, mentre la mina è abbastanza dura da appiattire la grana senza brunire, e il risultato è piuttosto omogeneo.



Derwent Drawing: riprendo il disegno del post precedente, la mina cremosa non appiattisce la grana della carta, ma la densità della mina riesce a riempirla abbastanza, sebbene lasciando spazi bianchi visibili. 



Lyra Rembrandt Polycolor: queste matite oleose non riesco a saturare completamente la carta, tuttavia il finish è gradevole, abbastanza omogeneo e dettagliato al contempo.

In questa prova, su questo tipo di carta ruvida, ho preferito le Polycolor. Per altre osservazioni su queste matite, rimando a questo post.

 E ora vediamo i tre tipi di matite colorate acquerellabili a confronto.

Matite acquerellabili: colori a secco

Matite acquerellabili: colori acquerellati

Nell'ordine, da sinistra verso destra:

Staedtler Karat Aquarell: colori meno intensi, sia a secco, sia acquerellati. 

Caran d'Ache: colori vivaci anche a secco ed omogenei una volta acquerellati. 

Derwent Inktense: colori ricchi e brillanti, anche se con una tavolozza con troppi colori scuri. espressivi, ma non perfettamente meno omogenei e vellutati delle Caran d'Ache. 

Queste le mie personali considerazioni: ad ognuno le sue preferenze. 
Io mi trovo bene, per quanto riguarda le matite a secco, con le Lyra Rembrandt Polycolor, e mi piacciono particolarmente le Derwent Drawing. Tuttavia per alcuni disegni uso le Artist. 
Tra le acquerellabili, mi piacciono molto le Inktense, pur utilizzando anche le Caran d'Ache. 
La scelta oltre che essere soggettiva, varia in base al tipo di carta e al soggetto da realizzare, Di conseguenza conviene provare ed avere a disposizione più tipi di matite se siete appassionati di questa tecnica. 

Al prossimo post! =)

Matite colorate a confronto

In questo post metto a confronto 5 tipi di matite colorate a secco e 3 tipi di matite colorate acquerellabili. Le prove di colore sono state fatte su carta ruvida.


Derwent Pastel: sono matite a base gessosa, molto polverose e perfettamente sfumabili. Riescono a riempire perfettamente la grana della carta e i colori sono intensi, ma sono difficili da usare su grandi aree, sono più adatte per definire i dettagli dei disegni a pastello. 

Derwent Coloursoft: sono matite che scorrono setose sulla carta, la mina è tenera e si frammenta sulla carta ruvida. Risulta difficile fare pressione per appiattire la grana della carta e non lasciare spazi bianchi. Rendono meglio su carta più liscia, anche se personalmente non mi entusiasmano. Bello però l'assortimento dei colori e sono vendute anche singolarmente. 

Derwent Artist: sono matite a base cerosa, tra tutte sono quelle con i colori meno intensi, ma la mina più dura permette di appiattire la grana della carta e riempirla, mentre la trasparenza dei colori permette di sovrapporli, facendo trasparire quelli sottostanti o intensificandoli con successive stratificazioni. Le trovo versatili e adatte per il tratteggio. Immagino che la versione a mina più fine (le "Studio"), sia ancora più adatte per tratteggiare e dettagliare.

Derwent Drawing: sono matite "grasse" che scorrono cremose sulla carta, abbastanza sfumabili, con colori intensi e che saturano in modo soddisfacente la grana della carta con la loro consistenza. La mina è grande e, a mio dire, sono quelle che più si prestano ad un approccio pittorico. 

Lyra Rembrandt Polycolor: sono matite a base oleosa, con una mina sottile e densa abbastanza da non sgretolarsi troppo sulla carta ruvida, ma anche cremosa e in grado di rilasciare colori intensi. Non sporca e non necessita di fissativi. Le considero un compromesso tre le Derwent Artist e le Drawing: meno traslucide delle prime, ma meno grasse delle seconde, con una mina più fine che consente lavori precisi. 

Caran D'Ache Pablo: matite a base oleosa, morbide e con una piacevole scorrevolezza sulla carta. I colori sono brillanti e pieni. Sicuramente delle ottime matite.

Faber-Castell Polychromos: matite a base cerosa con colori intensi e una resa simile alle Caran D'Ache Pablo, solo con mina più dura e meno scorrevole sulla carta.

Tirando le somme, in questa prova su carta ruvida, le matite con colori più intensi e brillanti sono nell'ordine: Derwent Pastel; Derwent Drawing; Faber-Castell Polychromos; Caran D'Ache Pablo; Lyra Polycolor; Derwent Coloursoft; Derwent Artist.
Personalmente non mi entusiasmano però le Pastel perché sono troppo polverose e difficili da usare, e le Coloursoft perchè non hanno la durezza delle Artist, nè la densità di colore delle Drawing. Ovviamente è un parere personale. 
Tra tutte, io ho particolarmente apprezzato le Caran D'Ache Pablo, piacevoli nell'utilizzo grazie alla mina morbida e scorrevole, con fusto in legno esagonale che ne garantisce un buon controllo. Ma adoro la consistenza delle Derwent Drawing e la mina sottile e i colori delle Rembrant Polycolor. Tutte e tre hanno in comune una mina tenera e colori intensi.

Un altro fattore che a me interessa, è la reazione allo sfumato: delle volte preferisco delle matite che non sbavino se ci passo la mano sopra, mentre altre volte voglio diffondere il colore della carta con l'uso delle dita o di un panno. 


Come accennato, le più sfumabili, sono le Pastel, essendo dei pastelli a matita, la loro caratteristica è proprio quella di essere pigmento puro senza leganti cerosi, motivo per cui rilasciano un sacco di polvere sulla carta, che è per l'appunto sfumabile. 
In seconda posizione, con caratteristiche totalmente diverse, troviamo le Drawing, che risultano simili al carboncino e quindi sporcano molto e il colore è sfumabile con i polpastrelli. 
Se le Pastel sono simili ai pastelli duri, le Drawing sono simili ai pastelli ad olio. 
A seguire, le Caran D'Ache Pablo e le Faber-Castell Polychromos, con diffusione del colore similare, anche se maggiore per quanto riguarda le prime.
Infine le Artist, dalle quali in realtà mi aspettavo minori sbavature, e la Coloursoft (che invece pensavo fossero più sfumabili). 
Le più pulite sono risultate le Lyra Rembrant Polycolor: il colore non si diffonde, anche passandoci più volte le dita sopra. 

Per ultimo, un piccolo confronto tra tre marche di matite colorate acquerellabili. 


Staedtler Karat Aquarell: tra le tre, quelle dai colori meno intensi e che si diffondono meno con l'acqua.

Caran d'Ache Prismalo: colori intensi e con la diffusione più omogenea una volta acquerellati.

Derwent Inktense: i colori più brillanti, ma con una diffusione meno omogenea delle Caran d'Ache. 

Derwent Watercolour: colori meno intensi delle Inktense, ma più omogenei nel diffondersi una volta disciolti. Resa simile alla Caran D'Ache, ma con colori leggermente meno intensi. 

Personalmente amo l'effetto inchiostro e i bei contrasti delle Inktense, anche se come tavolozza dei colori e omogeneità delle stesure le Caran d'Ache sono preferibili. 

Nel prossimo post metterò a confronto tutte queste matite colorate nell'esecuzione di un semplice soggetto.

A presto! =)

Funghetti con le Derwent Drawing

In questo post disegno dei funghetti con le Derwent Drawing su carta ruvida.



Realizzo il disegno con la matita nero, individuando i valori tonali principali.


Poi inizio ad applicare il colore sui funghi utilizzando tre tinte di rosso e tre di marrone per creare le digradazioni.


Passo ai fili d'erba. Anche qui uso tre toni di verde per digradare il colore.


Infine coloro il cielo con due toni di blu e del grigio freddo. Il risultato finale è quello presentato ad inizio post. 
La grana della carta rimane evidente ed è lungo e laborioso coprire di colore la superficie. Il disegno è gradevole se osservato da lontano, mentre da vicino gli spazi bianchi sono troppo evidenti.
Diverso è l'effetto finale di queste matite su una carta liscia, dove i colori risultano più intensi senza lasciare spazi bianchi. Ecco lo stesso soggetto su carta liscia:


In un prossimo post metterò a confronto su questo stesso semplice soggetto altri tipi di matite.

A presto! =)

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