martedì 20 gennaio 2015

Disegnare con un'app

Di recente ho scaricato sul mio smartphone Android la app Sketch Guru.
E' una app molto carina che permette di realizzare schizzi sul proprio cellulare: io la trovo utile per approfittare dei tempi morti, come il tragitto in autobus o in treno,  e disegnare senza necessità di avere carta, matita e colori.
Infatti con questa applicazione si ha a disposizione un'intera tavolozza di colori e una collezione di pennelli con cui realizzare ogni tipo di soggetto in bianco e nero o a colori.
Di seguito mostro qualche disegno realizzato con gli strumenti a disposizione di Sketch Guru.


Per realizzare questa mongolfiera ho usato i tools "Single Stroke", "Spray" e "Grid Bunch".



Su uno sfondo celeste, ho disegnato i contorni con il Single Stroke di colore blu.


Calcando con lo stesso strumento, ho aggiunto delle fasce di colore più intenso sul pallone e delineato il cestino.


Con Spray di colore bianco ho colorato il pallone e col colore grigio ho creato delle nubi sullo sfondo.


Col Grid Bunch di colore marrone e bianco ho colorato il cestino creando una trama intrecciata. Infine, ho aggiunto, con Single Stroke di colore arancione, qualche linea per vivacizzare il disegno.

Usando il Single Stroke di colore nero come fosse un carboncino di fusaggine, ho creato questo profilo in stile manga. Ho usato la gomma Eraser per correggere il naso, cancellandolo e ridisegnandolo.


Sempre utilizzando una combinazione dei tre strumenti già citati, ho realizzato il paesaggio qui sotto: un laghetto in mezzo alle montagne.


Il programma permette anche il metodo di pittura con la grisaille: ho usato il Single Stroke nero o blu per creare le ombre, e poi con uno Spray non troppo opaco l'ho colorato sovrapponendo strati successivi di colore. Gli strumenti "Fur", "Circle" e "Square" hanno contribuito a creare la trama delle rocce. 


Gli esempi qui sotto riproducono l'effetto dell'acquerello, con sovrapposizioni di colori, dal più chiaro al più scuro. Nello schizzo dell'albero, la tecnica usata imita quella della china acquerellata, con parti lineari a china e parti a stesura con l'acquerello.


Infine, in questi ultimi esempi, ho voluto imitare le matite colorate e i pennarelli, creando trama con tratteggi e mescolanze di colori tramite sovrapposizioni degli stessi (per imitare le matite), e usando colori intensi e ombre nette e alte luci (per imitare i pennarelli). 



Una funzione utile della app è che permette di vedere la realizzazione del disegno, salvandone il filmato.
Inoltre, come si è visto, offre un'ampia combinazione di strumenti e permette di imitare l'approccio di diversi mezzi. 

Non resta che temperare l'indice e iniziare a sketchare! ;)

mercoledì 23 aprile 2014

Supereroine... da parete!

Come decorare lo spazio sotto la mensola dove sono collocati i miei fumetti preferiti?? Con un bel disegno ad acquerello di supereroine ovviamente!


Illustro di seguito i passaggi fondamentali. 
Per prima cosa realizzo un disegno preliminare a matita sotto la staffa della mensola. Poi, per creare le fiamme magiche dell'eroina leader del trio, stendo nell'ordine il giallo, il rosso...

.
... e il blu. Bagnato su bagnato sovrapponendo i colori e creando sfumature arancioni, verdi, marroni, violette. Poi dipingo i capelli delle ragazze rispettivamente color mogano, testa di moro e biondo miele. 


Passo all'incarnato: mischiando rosa e arancione col bianco in quantità differenti, creo una carnagione rosata per la ragazza di sinistra, una carnagione olivastra e scura per la ragazza dai tratti orientali al centro e una carnagione media per la ragazza sulla destra. 


Infine, gli abiti. Azzurro velato per creare i pantaloni trasparenti in stile mediorientale, color sabbia e turchese per il corpetto. Abito rosso fuoco con cinturino lasciato bianco. Infine verde per l'abito di ispirazione orientale. 


Ecco il dettaglio delle tre combattenti, finite. Con un pennello fine trucco gli occhi e dipingo accessori e dettagli. Ed ecco come si colloca la decorazione nel mio angolo dedicato alla pittura:


Aggiungo il mio vecchio acquerello con le ninfette del bosco, incorniciato. E Voilà: l'angolo ora ha un altro aspetto! Al prossimo post! =)

Modificare del tutto un dipinto ad acrilico

Uno dei vantaggi dell'acrilico è che, al pari dei colori ad olio, ma diversamente dall'acquerello, permette di modificare completamente un dipinto, in quanto è possibile stendere successivi strati di colore che coprono del tutto i precedenti.

La natura morta che avevo dipinto tempo addietro non mi piaceva più: così ho deciso di riciclare la tela e fare un dipinto nuovo su quello vecchio. Il dipinto nuovo è questo qui:


Quello originale è la natura morta pubblicata in un mio vecchio post, ovvero il seguente:


Come si può vedere, nulla di più diverso per colori e soggetto! 
Questo quadro pareva proprio essere partito male: il vecchio soggetto mi aveva stufata, allora l'ho coperto come nella fotografia qui sotto:


Volevo dipingere un vulcano con atmosfera cupa e calda. Ma non mi piaceva. Allora una volta asciutto ho passato un'altra mano di colore. 


Questa volta pensavo ad una collina verde. Ma anche qui il risultato non mi convinceva. 


Cambio ancora idea, passo una mano di rosa e dipingo una montagna, aggiungo degli alberi e delle rocce con un torrente. Con del bianco e del violetto strofinati a secco aggiungo neve ed ombre sul dipinto. A questo punto sono soddisfatta, ma manca qualcosa: prendo un bastoncino di fusaggine e definisco il dipinto col carboncino. Il risultato finalmente mi piace: ed è quello in apertura del post. 
Alla fine, invece di buttare via tutto, sono riuscita a trovare la soluzione giusta grazie all'opacità dei colori acrilici che permettono infinite modifiche!

Al prossimo post! =)

sabato 12 aprile 2014

Paesaggio montano

In questo post mostro le fasi di realizzazione del dipinto qui sotto, che è stato fatto utilizzando la stessa tecnica mista mostrata in quest'altro precedente post.


La particolarità è data dal supporto: è stato realizzato per dare un effetto di trama frastagliata, utilizzando un foglio A3 di base su cui sono stati incollati stracci di carta da disegno, come mostrato nelle fotografie che seguono.


Fase 1-3. Viene stesa della colla vinilica diluita in acqua sul foglio A3. Poi, dopo aver strappato delle strisce di carta che vengono bagnate in acqua e una goccia di colla, vengono posate e sovrapposte passando una pennellessa intinta in colla leggermente diluita. Infine, quando tutta la superficie è stata ricoperta, la si asciuga col phon. 
Fase 4. Si spreme del colore direttamente dai tubetti (blu e bianco) che verranno stesi con una vecchia carta di credito per creare il cielo.


Allo stesso modo si stende del verde scuro. Al cielo si sovrappone del bianco e alle colline del giallo, sempre utilizzando la tessera come una spatola.


Aggiungendo una seconda tonalità di blu, si crea un dislivello tra il primo piano in luce ed il secondo piano in ombra. Si aggiungono punte di magenta sullo sfondo per suggerire dei campi fioriti.

Fase finale: con un pennello a punta tonda si aggiungono tocchi accesi di magenta tra i fiori. Con un pennello a punta piatta si disegna un sentiero bianco tra le colline. Col carboncino si definiscono le ombre sulle pareti più scoscese delle montagne e si ombreggiano qua e là le colline, usando il bastoncino sia di punta, sia di lato, all'occorrenza. 

Il risultato finale è quello mostrato in apertura, con la trama increspata del supporto che rimane visibile sotto gli strati di colore. 

E' tutto! Al prossimo post! =)

martedì 8 aprile 2014

Tecniche miste: china acquerallata con carboncino

In questo post mostro come realizzare in pochi passaggi il paesaggio qui sotto con china, carboncino e creta bianca.



Fase 1. Con una pennellessa dipingo il cielo con nubi scure utilizzando della china nera diluita nell'acqua. Con una spugnetta tampono la china per formare la chioma dell'albero.
Fase 2. Aggiungo pennellate di china per scurire alcune nubi e con una carta di credito vecchia "tiro" verso il basso dell'inchiostro dal cielo verso lo sfondo. Poi intensifico le ombre dell'albero e con spugna e pennello creo il sentiero e la roccia in primo piano.


Aggiunta del carboncino: con un bastoncino di fusaggine, delineo e ombreggio tutto il disegno. Con una gomma disegno dei punti luce. 


Infine con una barretta di creta bianca rafforzo i punti luce tra le nuvole e la utilizzo per disegnare la chioma dell'albero, la strada e la roccia in primo piano. Il risultato è quello mostrato in apertura.

Al prossimo post! =)

venerdì 4 aprile 2014

Tecniche miste: pittura umida e a secco

Nei precedenti post di questa sezione, ho trattato alcune delle principali tecniche di disegno e pittura descrivendo le caratteristiche di ogni mezzo considerato singolarmente. In questo post, invece, mostrerò due esempi di tecniche miste, realizzate col connubio di mezzi a secco (pastelli, carboncino, matite colorate) e mezzi di pittura ad acqua (acrilico ed acquarello). 

In questo primo dipinto, la base è acrilico su carta, con applicazione successiva del carboncino. 


Dopo aver mascherato i bordi del foglio con del nastro carta per ottenere una cornice bianca, ho steso con una tessera rigida (come una vecchia carta di credito) il colore acrilico con stesure dense: il colore è stato spremuto direttamente sul bordo della tessera dal tubetto e poi steso sul foglio. Con lo spigolo della tessera ho raschiato via la pasta acrilica in alcuni punti. Sovrapponendo diversi strati di colori diversi e contrastanti ho ottenuto il risultato mostrato in Fig. 1. 


Successivamente con dei bastoncini di fusaggine ho definito le forme e intensificato le ombre (Fig. 2). 
Per ottenere il risultato finale, sono stati aggiunti ancora alcuni tocchi di bianco e giallo con le dita sullo sfondo e gocce di arancione sui petali dei fiori con i polpastrelli. Infine, col manico di un pennello intinto nel giallo ho punteggiato le corolle dei fiori e con una lima di cartone ho raschiato leggermente via il colore in alcuni punti per schiarire. 

Nel secondo esempio, la base è stata realizzata con stesure leggere ed acquose di aquerello.  I fiori sono stati aggiunti con la tecnica della macchiettatura, punteggiando il prato con il ciuffo del pennello caricato di colore un po' meno diluito.


Il dipinto è stato rinforzato aggiungendo dei tratteggi con le matite colorate, privilegiando un colore blu scuro sugli altri. Infine, a questi due mezzi trasparenti, ho sovrapposto uno strato di un mezzo opaco: il pastello. 
Riprendendo i colori di base, ho strofinato le barrette di pastello lateralmente sulla maggior parte delle aree e di punta solo in alcuni punti, per delineare meglio. In  parte ho sfumato i colori e in parte ho lasciato intravedere invece la trama della grana della carta. Il risultato finale è questo:



Le tecniche miste hanno il vantaggio di unire pregi e caratteristiche di mezzi diversi, di creare effetti originali, di unire linee e stesure, omogeneità e ruvidezza, ma soprattutto consentono un utilizzo originale ed espressivo molto personalizzabile, permettendo una combinazione di mezzi, tecniche ed effetti più ampia. 
Io, ad esempio, amo rubare alle tecniche di pittura ad acqua l'intensità e la stesura rapida dei colori, pur non rinunciando alle linee e le trame tipiche della pittura a secco, che mi appartiene di più. 

Insomma, i motivi per sperimentare le tecniche miste sono molteplici! Buona pittura! :)

sabato 29 marzo 2014

Disegnare ad occhio e disegnare a mente

Provate a pensare ad un oggetto. Un'automobile, una penna, un orologio. Oppure ad un gatto, una mela, il vostro viso. Come li vedete? Precisi? Sfocati? Da lontano? Sommariamente? Sapreste spiegare come sono fatti? Aumentando lo zoom su ciò che avete immaginato, riuscite a vedere anche i dettagli?

La risposta probabilmente varierà a seconda di quanto è complesso l'oggetto a cui state pensando e di quanto vi è famigliare e lo conoscete. O anche in base a quanto esso vi piace e vi interessa.
Se siete appassionati di automobili, saprete come è fatta una vettura nei dettagli perché le osservate spesso e con attenzione. Se amate i gatti conoscerete alla perfezione pose e movimenti tipici dei felini.

Alla base di questo discorso c'è che un osservatore distratto non sarà mai un bravo disegnatore. 
Per disegnare per prima cosa bisogna OSSERVARE. Ripercorrere con gli occhi linee, forme, sagome, aree, etc. e individuare quelle caratteristiche che denotano un soggetto.


Ma non basta. L'osservazione può essere passiva o attiva. O meglio, un oggetto possiamo vederlo > guardarlo > osservarlo > analizzarlo, in una scala crescente che parte da uno sguardo passivo ad uno attivo.

Quando copiamo un'immagine e cerchiamo di riprodurla sulla carta, valutando come posizionare le sagome all'interno del rettangolo bianco del foglio, rispettando forme e proporzioni, è già uno sguardo attivo. Ma io la definisco un'osservazione passiva, perché lo studio che si fa è limitato a quella precisa composizione che abbiamo davanti agli occhi, senza farci troppe domande sui singoli oggetti perché abbiamo un riferimento da seguire (la fotografia o la realtà che si cerca di riprodurre).  

Si chiama "disegno cieco" quello che si fa senza staccare la matita dal foglio e continuando a guardare il soggetto scelto. E' un disegno che permette di disegnare qualunque cosa, basta essere attenti osservatori, individuare con gli occhi le sagome, le proporzioni ed educare la mano a seguire ciò che si vede. Non ho detto che sia facile, ma a prescindere dai risultati, scadenti o eccezionali che siano, è UN DISEGNO IGNORANTE. Come quello di una stampante che nulla sa di cosa sta riproducendo, ma lo fa fedelmente.

Poi c'è un altro tipo di disegno: quello della mente, basato sul ricordo. 
SE SAI OSSERVARE, SAI DISEGNARE. MA SE SAI RICORDARE, SAI INTERPRETARE.
L'approccio cambia: non guardi l'intera composizione, ma un singolo soggetto. Ti interroghi per capire come è fatto, come si muove nello spazio, ne osservi i dettagli, cerchi di cogliere quali tratti caratteristici lo connotano. E' un'osservazione attiva, analitica e il disegno si fa DISEGNO CONSAPEVOLE. 

Regola n.2: STUDIARE IL SOGGETTO!

La mente ricorda bene ciò che l'occhio ha osservato attentamente, spesso e a lungo. Quando si è in grado di ricordare nei minimi dettagli una qualunque cosa, allora la si conosce bene. E se la si conosce, si ha la sicurezza necessaria per interpretarla, stilizzarla, farla propria.

Ovviamente, non possiamo ricordare ogni oggetto o soggetto nei dettagli. Se per copiare non abbiamo bisogno di conoscere nulla circa ciò che stiamo disegnando e quindi ci consente di riprodurre qualsiasi cosa subito purché ce l'abbiamo davanti, per disegnare a memoria, invece, dobbiamo o già possedere un background di ricordi oppure crearceli studiando. In genere, le cose che ci piacciono di più e che quindi osserviamo e disegniamo spesso (potenziandone il ricordo), le abbiamo ben solide nel nostro background. Per tutte le altre c'è lo studio e la documentazione: libri o riviste dove cercare immagini che ritraggano il soggetto scelto sotto diverse prospettive, osservazione diretta. Si tratta di un disegno che si specializza, che si fa selettivo. E che ci porterà ad individuare dei soggetti preferenziali.

In ogni caso la regola è sempre la stessa: pratica, pratica, pratica. Ma la differenza sostanziale è questa:

1) Disegno ignorante - copiativo:  osservare E disegnare, disegnare MENTRE si guarda.
2) Disegno consapevole - interpretativo: osservare, osservare, osservare. POI disegnare. 

L'osservazione consente di disegnare copiando e di costruire dei ricordi. Il ricordo consente di disegnare e il disegno consolida il ricordo. Il processo è continuo e le varie fasi non sono solo sequenziali, ma si influenzano l'un l'altra. 

Penso che i due approcci siano complementari e che occorra sviluppare entrambi, anche se come, quanto e su quali soggetti è soggettivo. 

Sperando di aver ispirato un'utile riflessione, vi rimando al prossimo post! =)

Macchie fantasiose

Avete presente l'interpretazione delle macchie di caffè sul fondo delle tazzine? Ecco, il gioco oggetto di questo post non vi farà leggere il futuro, ma, come l'esercizio precedente sulle macchie d'inchiostro, è un modo per stimolare fantasia e creatività.

Mi era capitato sotto mano un foglio dove avevo scaricato dei pennelli con pennellate casuali e mischiato dei colori prima di dipingere e, osservando queste pennellate anonime e senza senso, la mia mente ci ha visto delle figure. Così, aggiungendo pochi tratti con una matita carboncino ho suggerito ciò che la mia mente aveva interpretato, delineando e attribuendo un senso a quei colori sparsi.

Ecco il risultato (l'immagine superiore serve solo per rendere l'idea, in quanto l'originale non lo avevo fotografato e l'ho ricostruito successivamente con l'aiuto del fotoritocco): 


Poiché per disegnare non è importante solo cercare di riprodurre ciò che osserviamo fuori, ma anche e soprattutto ciò che vediamo dentro, questo mi sembra un buon allenamento per riuscirci!
Al prossimo post! =)

venerdì 28 marzo 2014

Acrilici

I colori acrilici sono un materiale pittorico di recente introduzione, infatti sono stati inventati solo a metà del Novecento. La pittura ad acrilico può essere espressiva ed energica, con pennellate dense e ben visibili, oppure delicata ed omogenea: ciò dipende dagli strumenti utilizzati per stenderli, dal tratto e dalla sovrapposizione dei colori, con o senza sfumature o velature.


Gli acrilici possono imitare la pittura ad olio, con la differenza dei tempi rapidi di asciugatura che consentono, da un lato, maggiore velocità di realizzazione di un dipinto, ma dall'altro, lo svantaggio di dover stendere il colore velocemente. Possono altresì imitare l'acquerello, consentendo anche la realizzazione di velature trasparenti oltre ad una pittura densa, opaca e coprente, con la differenza che una volta asciutto l'acrilico rimane impermeabile e quindi insolubile nelle stesure successive come invece accade con gli acquerelli.
La pittura può avvenire indifferentemente dai colori più chiari a quelli più scuri, come nelle tecniche ad acquerello, oppure dai colori più scuri a quelli più chiari, permettendo una copertura del colore sottostante.
La scelta è soggettiva e dipende dal soggetto e dalla tecnica scelta. Una volta essiccati, i colori si dimostrano brillanti, resistenti al tempo e alle crepe.

Strumenti: a seconda dello strumento utilizzato per stendere il colore, il tratto e lo stile variano. Si possono utilizzare:
- pennelli piatti da pittura ad olio o specifici per l'acrilico, per stesure corpose, dense, spezzate od anche sottili ed omogenee a seconda del rapporto tra quantità di colore puro utilizzato ed acqua;
- penneli tondi per acquerello, per velature e stesure acquose e sfumate; 
- spatole di metallo, per realizzare stesure corpose ed in rilievo, grezze ed energiche, ma utili anche per livellare lo strato di colore;
- rullo, per stendere il colore in modo omogeneo su vaste aree di superficie;
- spugne: porose come sono, una volta imbibite di colore e premute sul supporto, rilasciano una trama particolare; 
- fazzoletti, stracci, carta stagnola o pellicola trasparente: se appallottolate e premute sulla superficie per asportare il colore, creano delle trame interessanti;
- vecchie carte di credito per stendere il colore 'tirandolo', creando effetti di pittura particolare;
- mani: le dita consentono un'applicazione del colore vivace, grezza e creativa.

Supporti: nei colorifici o nei centri del bricolage si possono acquistare diversi supporti per la pittura acrilica. 
- tele, il supporto più classico per la pittura consiste in un telaio di legno rivestito di stoffa che ha ricevuto un'imprimitura bianca;
- tavole di legno telate, analoghe alle tele, ma invece di un telaio è una tavoletta di legno ad essere rivestita dalla tela;
- cartoncino o carta per acquerello sono supporti anche questi adatti alla pittura coi colori acrilici;
- legno, ceramica e materiali vari: l'acrilico non si ferma alla tela e alla carta, ma può venire applicato con successo su diverse superfici.

Solventi: la consistenza del colore varia a seconda di come viene diluito. Si possono usare:
- acqua: è il mezzo più pratico, economico e facilmente reperibile per diluire i colori;
- solvente acrilico, per rendere il colore più fluido e luminoso;
- gel addensante: per rendere il colore trasparente mantenendone la consistenza, al contrario della diluizione con acqua;
- ritardante, per prolungare i tempi di essiccatura e renderli più vicini a quelli dei colori ad olio. 

Mescolanze: per iniziare si possono utilizzare pochi colori, come il bianco, i tre colori primari nelle tonalità calda e fredda ed eventualmente un marrone e un verde. Le mescolanze da cui ricavare tutti gli altri colori si fanno mischiando i colori sulla tavolozza oppure fondendoli direttamente sulla superficie del supporto scelto attraverso varie tecniche di pittura.


Tecniche: nell'immagine sopra sono mostrati alcuni modi per stendere i colori. Procedendo da sinistra verso destra, dall'alto verso il basso, si possono osservare le tecniche seguenti:

- bagnato su bagnato: viene steso un secondo colore su un primo ancora umido, lasciandoli fondere ed ottenendo colori sfumati tra loro (fig.1);
- bagnato su asciutto: si procede per velature di colore bagnato su uno strato di colore essiccato, consentendo stratificazioni e profondità nella realizzazione dei toni come nell'acquerello (fig.2);
- asciutto su asciutto: si usa il colore come esce dal tubetto e viene applicato così, coprente, sopra una stesura asciutta di colore (fig.3);
- strofinamento: su di una stesura di colore essiccato, con un pennello asciutto intinto nell'acrilico non diluito e scaricato del colore in eccesso, si strofina il ciuffo lasciando depositare il colore in modo spezzato, creando trama (fig.4); 
- macchiettatura: con un pennello asciutto e "sporco" come nella tecnica dello strofinamento, si procede a picchiettare la superficie col ciuffo tenuto verticale. Può essere fatto sia su stesure asciutte per ottenere macchie più definite, oppuresu stesure ancora umide per ottenere delle macchie più sfumate (fig.5);
- tamponamento: tamponando con un fazzolletto appallottolato una stesura semi-umida si asporta il colore creando trame (utili soprattutto per creare cieli con nuvole). In alternativa, si può creare una trama puntinata tamponando con un fazzoletto sporcato di colore la superficie bianca (fig.6);
- mascheratura: coprendo una parte del dipinto con nastro carta, sagome di cartoncino, righelli, tessere o altre sagome, si ottengono contorni netti e precisi (fig.7);
- graffito: sulla pittura umida o semi-umida si tracciano righe e segni con strumenti rigidi: punta del manico di un pennello, biro scariche, stuzzicadenti, forchettine di plastica, etc. (fig.8).

Qualche esempio pratico.


In questo dipinto, il colore verde dei petali del girasole è stato ottenuto stendendo del colore blu con la tecnica dell'asciutto su asciutto nelle zone d'ombra e stendendo successivamente del giallo abbastanza denso, diluito con poca acqua, sopra la stesura blu precedente in parte essiccata. Sempre asciutto su asciutto, sono stati definiti i particolari al centro del fiore, utilizzando lo strofinamento per creare trama.


In questo dipinto di paesaggio, il cielo è stato creato con pennellate corte, dense e spezzate, mentre il riflesso speculare sull'acqua è stato creato con gli stessi colori, ma con pennellate lunghe, orizzontali ed omogenee, tirando il colore. I monti in lontananza sono stati creati con una stesura leggera e diluita, mentre gli alberi sono stati costruiti con la tecnica della macchiettatura. I riflessi sull'acqua e le alte luci sono state tracciate asciutto su asciutto. 


In quest'ultimo dipinto, il cielo è stato realizzato stendendo il colore con le dita e poi tamponandovi sopra un fazzoletto per creare le nubi. Il mare invece, è stato dipinto caricando di colore il bordo di una vecchia carta di credito e stendendo il colore di taglio da sinistra verso destra, come se fosse una spatola, sovrapponendo diversi strati di colore denso e asciutto. Una pittura diluita è stata utilizzata per suggerire i riflessi delle barche sull'acqua, mentre una pittura più densa e opaca è stata stesa sulle vele delle imbarcazioni. 

Per concludere, gli acrilici sono colori versatili, economici e durevoli che consentono di riprodurre sia la pittura trasparente ad acqua, sia la pittura opaca e densa dei colori ad olio: spero dunque di aver dato una panoramica di consigli utili per esplorare la pittura con questo mezzo. Al prossimo post!

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