venerdì 30 marzo 2012

Inchiostro

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L'inchiostro è un mezzo suggestivo e versatile che può essere utilizzato sia per il disegno lineare, utilizzando il pennino, sia per la stesura a pennello. Adattissimo alla riproduzione a stampa, ideale per la creazione di disegni sintetici, decorativi, di dettaglio, per il fumetto e l'illustrazione, per lavori di dimensioni ridotte. I disegni a inchiostro sono intensi, puliti e resistono nel tempo.


Disegnare a penna è anche economico e richiede l'utilizzo di pochi materiali: inchiostro di china, nero o di altri colori (come blu o seppia), una penna con uno o più pennini (a punta fine e a punta media o larga), carta abbastanza spessa e soprattutto liscia per consentire al pennino di scorrere bene in tutte le direzioni. Questi i semplici materiali di base a cui possiamo aggiungere: uno o più pennelli, inchiostri di diversi colori, inchiostri idrosolubili, Rapidograph, stilografiche, penne a sfera, marcatori, una lama, della carta vetrata e un bianchetto o dell'acrilico bianco.

Con gli inchiostri colorati (non è facilissimo trovare in commercio una grande varietà di tinte, ma si possono creare dei miscugli) si possono creare dipinti in modo similare all'acquarello, diluendo gli inchiostri con acqua e applicandoli col pennello. Oppure si possono sovrapporre i colori con l'uso del tratteggio e dei ghirigori, come per le matite colorate o i pennarelli. Gli inchiostri idrosolubili consentono di realizzare disegni di contorno e poi sciogliere le linee con acqua e pennello, in modo simile all'utilizzo delle matite colorate acquerellabili. La china invece, che non viene sciolta dall'acqua una volta asciutta, può essere diluita con acqua per ottenere tonalità diverse da applicare sul foglio col pennello. 
Le penne stilografiche offrono il vantaggio di essere più facilmente trasportabili, più pulite e hanno un flusso di inchiostro continuo: sono quindi più adatte a realizzare schizzi. 
Allo scopo sono validissime anche le comuni penne a sfera, che consentono di sviluppare diversi tipi di tratti e di regolare l'intensità del colore, variando la pressione: sono perfette per acquisire sicurezza nel disegno, in quanto sono pratiche come le matite, ma sono indelebili e obbligano a ridelineare di continuo, senza cancellare. Io le trovo ideali, oltre che per disegnare e fare schizzi, anche per ripassare un disegno a matita senza perderne dettagli e sfumature: più del pennino e della penna tecnica, trovo che la penna a sfera resti fedele allo stile originale della matita, ma rendendo il disegno più vivace, pulito e incancellabile.

disegno a biro

I rapidografi o penne tecniche, infine, che generalmente sono usati nel disegno tecnico, hanno punte di diverse dimensioni e offrono un tratto uniforme, ma non molto espressivo. Io li utilizzo per delineare un disegno in modo pulito e nitido, prima di scansionarlo e colorarlo al computer.
I marcatori o pennarelli offrono, come le penne tecniche, un tratto uniforme e, se a punta grossa, sono utili per riempire spazi più grandi. Alcuni hanno due tipi di punta - fine e grossa - una in ciascuna delle due estremità, mentre altri hanno un'unica punta, come quella dei comuni evidenziatori, ma che può essere utilizzata di punta o di spigolo, variando così la larghezza del tratto.

Il disegno a penna non consente errori o quasi: infatti per effettuare una correzione si può raschiare via l'inchiostro con una lama o la carta vetrata, ma questo rovina la carta. In alternativa si può correggere con un bianchetto o dell'acrilico bianco, ma un po' si noterà lo stesso.

I toni, nel disegno a penna, si ottengono attraverso il tratteggio o con la creazione di trame: tratteggio parallelo e incrociato, ghirigori, ondine, spirali, cunei, puntini, etc. come nella foto qui sotto:


Il disegno a penna per la natura propria del mezzo deve ricorrere a convenzioni per rappresentare un soggetto: contorni, tratteggi, trame di superficie, non esistono nella realtà, ma è con questi tratti che si riesce a suggerire e a sintetizzare una grande varietà di soggetti e sono questi segni sintetici a contribuire al fascino del mezzo e alla sua particolarità. E per questo è lo strumento più adatto al disegno decorativo e a quello di dettaglio.

disegno a china e pennino

Se invece si applica l'inchiostro col pennello, la tecnica e l'effetto è piuttosto simile all'acquarello (col quale si può combinare): diluendo l'inchiostro con acqua, meglio se distillata, si ottiene tutta una serie di tonalità con cui realizzare un dipinto monocromo (salvo non si utilizzino inchiostri di più colori insieme), intenso e realistico. Il disegno a penna e la stesura a pennello si possono anche combinare, ottenendo i vantaggi di entrambe le tecniche: i dettagli, le trame e l'incisività delle linee e la velocità nel realizzare i toni della stesura a pennello. 

tratto e stesura

L'inchiostro è un mezzo sicuramente divertente da usare e consente di sviluppare facilmente un proprio stile personale: dai disegni essenziali, che fanno uso di pochi segni lasciando molto spazio bianco, a quelli fitti di linee incrociate e di toni sviluppati pazientemente; dai disegni naturalistici a quelli di architettura, dal fumetto alla caricatura, dallo schizzo all'illustrazione, è adatto per tantissimi usi. 

Buon disegno e al prossimo post! :-)

giovedì 29 marzo 2012

Studi di nature morte

Qualche studio di semplici nature morte con le matite colorate...

frutta e verdura

piante e fiori

Al prossimo post! 


martedì 8 novembre 2011

Pennarelli

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Non saranno certo un mezzo tradizionale della pittura, anzi credo siano strumenti piuttosto recenti e che appartengano più al linguaggio della grafica pubblicitaria o allo stile dei manga, ma i pennarelli li usiamo fin dai banchi di scuola: sono familiari a tutti e possono essere un modo diverso dal pennello e dalla matita per fissare un'idea sul foglio, all'insegna del colore.


Per cominciare a disegnare non servirà altro che un buon assortimento di pennarelli, che dovrà essere  piuttosto ampio (36-48 colori), in quanto le sovrapposizioni di colore sono possibili, ma non si possono ottenere delle vere e proprie mescolanze come nella pittura, né delle fusioni come nel disegno a matite colorate. I pennarelli si possono utilizzare sui comuni fogli da disegno (io preferisco se la carta è leggermente ruvida), ma si possono utilizzare anche su carta lucida. 

La più nota marca di marker credo sia la Pantone, che offre una gamma vastissima di colori e una qualità professionale: ovviamente salvo non li usiate per lavoro o non siano un mezzo che amate particolarmente, vi potete accontentare di sperimentare con dei normali e più economici pennarelli per la scuola o l'ufficio.

Alcuni pennarelli possiedono una doppia o una tripla punta: una fine e una grossa, oppure una rotonda piccola e una piatta (simile a quella degli evidenziatori) che può dare origine a una varietà di tratti utilizzandola di spigolo o di punta.  
Per conservarli a lungo bisogna evitare di lasciarli all'aria, quindi chiudere sempre bene il tappo, e non premere troppo la punta sul foglio, specie se è fine, perché rischierà di piegarsi o di rientrare nel cilindro di plastica che la contiene.

Come si colora a pennarello? Lo spazio bianco del foglio si può riempire in diversi modi: con tratti paralleli, con linee continue a zigzag, col tratteggio, col puntinismo o sovrapponendo due colori.
Le digradazioni si realizzano affiancando colori affini (ad esempio arancione-rosso) con tratti paralleli, dal più chiaro al più scuro; oppure intensificando le linee nel tratteggio o i punti nel puntinismo. Anche passare lo stesso colore sopra uno strato precedente lo rafforza. 
Data la vivacità dei colori dei pennarelli sul bianco del foglio, si possono realizzare anche dei bei contrasti. 


Quando si utilizzano i pennarelli si devono tenere in conto due cose: 1) non si possono fare correzioni, salvo non si utilizzi del bianchetto o della gouache o tempera bianca, ma il segno della correzione un po' si noterà 2) è tipico di questo mezzo lasciare degli stacchi di colore, quindi è bene o attenuarli applicando brevi tratti orizzontali affiancati, oppure accentuarli per comunicare dinamismo e movimento.

Si possono anche realizzare disegni con un solo colore, oppure utilizzare i pennarelli per realizzare schizzi veloci. Nello schizzo qui sotto,  ho usato un pennarello nero a punta grossa per cogliere la torsione di questa ragazza cibernetica in azione, il risultato è piuttosto grezzo, ma rende l'idea:


Le mescolanze di colore, come dicevo si possono creare in molteplici modi: il puntinismo consente di affiancare punti di colori diversi e di rendere così i toni e le ombreggiature. La fusione dei colori avviene a livello della percezione visiva e non sulla carta. Occorrono molto tempo e molta pazienza per riempire lo spazio bianco ed ottenere effetti pregevoli. Il disegno qui sotto, anche se i punti non sono molto fitti, mi ha richiesto comunque molto tempo per realizzarlo.


Un approccio simile, ma più veloce e secondo me anche più interessante, è la colorazione con dei ghirigori: nel disegno che segue ho utilizzato dei pennarelli a punta fine, mischiando diversi colori con la sovrapposizione di ghirigori e in misura minore di tratteggi (sulla camicia e sulla gonna):


Un approccio più classico è la colorazione per mezzo di tratti orizzontali affiancati: nel disegno qui sotto, al contrario dei due precedenti, non c'è spazio per il bianco del foglio, che viene completamente coperto creando aree compatte di colore:


Ovviamente è questioni di gusti, io vi ho dato solo qualche suggerimento per utilizzare questi strumenti! 
I pennarelli si possono utilizzare anche insieme ad altre tecniche: bisogna sperimentare e vedere cosa si addice di più al proprio gusto e stile personali. Nell'ultimo disegno che propongo, ad esempio, ho utilizzato pennarelli, matite colorate e penne tecniche. 


Finisco qui: al prossimo post! =)

lunedì 7 novembre 2011

Matite acquarellabili

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A metà tra le matite colorate e gli acquerelli si collocano le matite acquarellabili, strumenti versatili che, pur non avendo la vivacità degli acquerelli, consentono di unire il tratto alla stesura, trasformando un disegno in un dipinto semplicemente con l'aggiunta di acqua. 


Per disegnare/dipingere con le matite acquarellabili servono un set di matite di questo tipo (contraddistinte in genere da quelle normali da un pennello o una goccia disegnata su un lato del rivestimento in legno), una gomma pane, un temperino o un taglierino, uno o più pennelli e un contenitore per l'acqua. La carta non deve essere troppo leggera, dato che verrà trattata con acqua e, come nel caso della pittura ad acquerello, è preferibile stirarla (bagnandola e fermandola con del nastro gommato, infine lasciando che asciughi prima di utilizzarla).

Figura 1.
Le matite acquarellabili consentono vari modi di utilizzo: si possono utilizzare a secco come le matite tradizionali; si possono trattare con acqua e pennello dopo aver colorato o tratteggiato un disegno; oppure si può bagnarne la punta, disegnando in questo modo tratti più intensi. Nella figura 1, partendo dall'alto verso il basso, si vede: 1) uno schizzo fatto utilizzando le matite a secco; 2) lo stesso schizzo dopo essere stato disciolto con acqua 3) lo stesso soggetto disegnato con la matita dopo averne bagnato la punta.  

Per quanto concerne il disegno a secco rimando all'utilizzo delle matite colorate tradizionali: infatti le tecniche sono le stesse, in quanto questi strumenti sono in tutto simili alle normali matite, se non fosse che il legante di cui è fatta la mina è solubile in acqua. 

Si può cominciare un disegno con un tratto leggero di matita di grafite o con una matita colorata di un colore adatto al disegno che si sta facendo, ovvero che non si noti a lavoro ultimato.

Le fasi di disegno a matita e quelle di trattamento con l'acqua si possono alternare senza un ordine preciso: si può ad esempio cominciare con un lieve tratteggio per stabilire le aree cromatiche di tutto il lavoro e poi scioglierlo con un pennello bagnato, quindi rafforzare alcuni punti direttamente con la punta delle matite, o aspettare che il foglio asciughi per dare una seconda mano di colore da sciogliere poi nuovamente con acqua. Oppure si può completare un disegno a secco e trattarlo con acqua solo alla fine.

Le mescolanze si fanno direttamente sul foglio come con le matite colorate normali, ma poi con l'utilizzo di un semplice pennello si possono fondere i colori, ottenendo tinte più vivaci rispetto alle matite a secco. Il vantaggio rispetto agli acquarelli è proprio questo: non dover stendere i colori e creare miscugli sulla tavolozza, ma direttamente sulla carta. Inoltre servono anche meno pennelli in quanto si puliscono facilmente e lo stesso pennello può essere passato rapidamente da un colore a un altro.

Uno schizzo realizzato con le matite acquarellabili

Le matite acquarellabili sono validissime anche per realizzare schizzi veloci, in quanto consentono di riempire di colore ampie aree, tratteggiando velocemente e poi diffondendo il colore con qualche pennellata d'acqua. Inoltre sono facili da trasportare e non sporcano, e poi basta un po' d'acqua e un pennello per trasformare il tratteggio in stesura: similarmente si possono usare matite a secco e acquerelli, ma il vantaggio delle matite acquerellabili è di unire questi due strumenti in uno solo.

Il tratteggio può essere applicato sopra la stesura e lasciato visibile, oppure si possono acquarellare solo alcune parti del disegno, lasciandone a secco altre: si ottengono così effetti e trame di diverso tipo (ad esempio si può acquarellare il soggetto principale e lasciare a secco lo sfondo).

Un po' come per gli acquerelli bisogna imparare a controllare la quantità d'acqua nel pennello (è utile tenere della carta assorbente a portata di mano per tamponare eccessi di liquido): un pennello poco bagnato diffonderà poco il colore mantenendolo intenso, mentre un pennello intriso d'acqua lo diffonderà molto. Bisogna inoltre regolare l'intensità di tratteggio sul foglio: un'area completamente coperta di colore, anche se disciolta con molta acqua, rimarrà intensa; mentre un'area leggermente tratteggiata e poi trattata con molta acqua creerà una leggera velatura di colore.

In passato le ho utilizzate anche per disegnare sui muri, in quanto univano la precisione delle matite alla possibilità di diffondere il colore sulla superficie grezza dell'intonaco, evitando di lasciare aree bianche. 

Murale realizzato con le matite acquarellabili

Come per altri strumenti si possono affiancare altri mezzi (matite colorate, inchiostri, tempera, etc.)  e sperimentare tecniche diverse (tamponare il colore con spugne, stracci, bastoncini di cotone, etc.). 

Il fatto di essere uno strumento ibrido può piacere ad alcuni ed altri no: personalmente preferisco utilizzare le matite a secco oppure gli acquarelli, non utilizzo quasi mai le matite acquarellabili per realizzare disegni finiti, viceversa le trovo utilissime per realizzare schizzi e studi di un soggetto che voglio affrontare con altri mezzi (ad esempio le avevo usate per gli studi preliminari di "Natura morta con tulipani rossi").

Ad ogni modo, sono uno strumento versatile che vale la pena provare!

Natura morta realizzata con matite acquarellabili

Nel prossimo post mostrerò le fasi di realizzazione di un disegno con le matite acquarellabili. A presto! :-)

martedì 1 novembre 2011

Colorazione digitale dei disegni

Per colorare un disegno al computer parto dalla scansione del disegno originale ripassato con la penna tecnica. Le linee che contornano le diverse aree che compongono il disegno devono essere chiuse, ma se capitasse di lasciarne aperta accidentalmente qualcuna si può sempre chiuderla aggiungendo pixel con gli strumenti linea o pennello.


In "Demone in volo" ho colorato le diverse aree con lo strumento di riempimento e ho utilizzato lo strumento gradiente per ottenere delle sfumature: è sufficiente selezionare un singolo colore con la bacchetta magica e su questa selezione applicare il gradiente sfumando tra due colori.



Nelle varianti qui sopra ho modificato gli occhi (che sono stati resi più demoniaci cancellando le iridi con lo strumento pennello e applicando un trucco simile a quello delle antiche regine egizie), la colonna (le cui scanalature sono state cancellate applicando una selezione poligonale e premendo "canc", prima di riempire di marrone l'area e sfumarla con lo strumento gradiente) e i colori (bilanciamento colori) che sono stati resi più sulfurei. 


La versione qui sopra è stata realizzata col programma Photostudio, utilizzando solo lo strumento riempimento colore, ma lavorando su livelli differenti: questo ha permesso di eliminare i contorni a penna del disegno originale. Su Photofiltre un'operazione del genere non è invece possibile.


Questa bambola di carta è stata prima schizzata a matita e poi, utilizzando il tavolo luminoso, ho ottenuto un disegno pulito che ho ricalcato con la penna tecnica. Ho proceduto quindi a colorarla utilizzando gli strumenti riempimento e selezione.


Allo stesso modo ho colorato gli abiti:


Ho poi ritagliato ogni abito con la selezione poligonale e l'ho incollato sul disegno della ragazza (dopo aver aumentato l'area di lavoro e aver applicato delle cornici). Ecco il risultato finale:


La comodità della colorazione digitale, oltre a quella di ottenere una colorazione uniforme e senza tratti (come succede coi pennelli o coi pennarelli), è quella di permettere tante varianti con pochi click. Ecco un paio di esempi:


In "Karate girl", invece, ho ottenuto una variante partendo da un disegno già colorato coi pennarelli. Ho applicato una selezione poligonale sui pantaloni per eliminare il rosso ed ho creato delle ombreggiature grigie che ho poi sfumato con lo strumento gradiente. Ho bilanciato i colori e realizzato una decorazione applicando un filtro di trama su una selezione rettangolare.


In "La guerriera e il bastone magico", partendo da un disegno colorato a pennarello, ho creato il bastone con lo strumento linea e ho aggiunto un'aura magica - sia alla guerriera, sia al bastone - applicando un contorno progressivo (dal menù Filtri, sottomenù Creativo) alla selezione della sagoma delle due figure. Infine ho aggiunto tocchi di colore grigio e celeste con lo strumento aerografo:


Nei due segnalibri qui sotto, sono partita da un semplice disegno a biro che ho poi colorato con lo strumento riempimento. Ho aggiunto l'ombra con una selezione ellittica, contornato il soggetto con una selezione rettangolare e applicato un cerchio nero in basso.


Nella mascotte che ho creato per i 150 anni d'Italia, sono partita da un semplice disegnino a penna che ho poi colorato in modo piatto con lo strumento riempimento.


Il piccolo Cupido qui sotto, invece, è stato colorato applicando delle sfumature con lo strumento gradiente.


Infine, questo pulcino pasquale è stato creato direttamente al computer utilizzando le selezioni cerchio e poligonale, lo strumento riempimento e in questo caso le sfumature sono state create utilizzando lo strumento aerografo.


Concludo qui questo lunghissimo post! A presto! :-)

lunedì 31 ottobre 2011

Inchiostrazione digitale dei disegni

La prima cosa da fare, quando si ha intenzione di inchiostrare o colorare un disegno con un software per il ritocco delle immagini, è di ottenere un disegno pulito e con linee chiuse: più il disegno è semplice e fatto di aree ben definite, senza tratteggi e chiaroscuri, più sarà facile colorarlo in digitale.

Per digitalizzare un disegno si possono seguire due strade: il ripasso dei contorni con la penna della tavoletta grafica oppure la scansione. Io preferisco usare lo scanner.

I tre esempi che seguono li ho realizzati anni fa e colorati con Adobe PhotoDeluxe, ma si può ottenere un risultato simile anche utilizzando Photofiltre.


In "Cyborg" sono stati utilizzati strumenti di riempimento per i capelli, il cavo, l'orecchino, le bende e lo sfondo (nero per i primi due, grigio scuro e grigio chiaro per il resto). Successivamente sono state applicate delle trame ("tela vecchia" per le bende, "bolle" per l'orecchino e "retinatura fine" per lo sfondo). Infine con la selezione poligono ho selezionato alcune aree del viso e del corpo e le ho ombreggiate (diminuendo il contrasto oppure applicando un altro filtro di trama). La deformazione a sfera e due punti bianchi con lo strumento pennello servono infine a conferire tridimensionalità all'orecchino. 


In "Ragazza del futuro" ho utilizzato lo strumento riempimento utilizzando il nero per i capelli, le scarpe e il fucile, e il grigio per l'abito, gli slip e ho diminuito il contrasto sugli occhiali. Ho poi applicato filtri di trama (come "sabbia" o "carta ruvida") su tutti questi elementi e lumeggiato col bianco usando lo strumento pennello sfumato. Per creare la decorazione geometrica sullo sfondo avevo utilizzato i livelli nel precedente programma. Per ovviare a questa mancanza in Photofiltre si può prima creare lo sfondo geometrico (con lo strumento linea o selezionando delle aree e riempiendole di nero) e poi riempire lo sfondo bianco del disegno con un colore (es. l'arancione) per poi renderlo trasparente. Quindi non resta che copiare il disegno e incollarlo sullo sfondo geometrico appena creato. Il procedimento è più macchinoso e lungo, ma il risultato è lo stesso. Infine per creare l'ombra sotto le gambe ho creato una selezione a triangolo allungato, l'ho riempita col grigio ed applicato un effetto di trama. 


In "Richiesta di pietà alla Morte" ho reso più cupa l'ambientazione di un disegno già finito e realizzato a matita carboncino con l'applicazione di uno sfondo scuro con un effetto di trama.


In "Girl in silver dress" ho applicato una trama puntinata, in modo simile all'utilizzo dei retini nei manga, per dare interesse all'abito. 


Infine in "Donna con colbacco" ho inchiostrato digitalmente il copricapo per ottenere un nero puro e compatto e dare più interesse al soggetto (variante a destra); viceversa applicando una bicromia e diminuendo i valori,  il disegno ottiene un'aspetto più filigranato.

Nel prossimo post tratterò della colorazione digitale. A presto! :-)

sabato 29 ottobre 2011

Elaborazione digitale dei disegni

Anche senza essere dei professionisti che utilizzano Photoshop - bellissimo e ben noto programma per l'editing delle immagini, ma dal prezzo che supera i 1000 euro - si possono comunque utilizzare dei software alternativi per colorare o elaborare digitalmente i propri disegni. Spesso con l'acquisto di uno scanner o di una tavoletta grafica sono associati dei programmi per il fotoritocco ed alcuni sono semplici da usare e piuttosto validi: io mi sono trovata bene tanti tanti anni fa con Adobe PhotoDeluxe che avevo trovato nella confezione del mio primo scanner Hp; successivamente con PhotoStudio che avevo trovato con il mio secondo scanner Canon e l'ultimo software l'ho trovato insieme alla tavoletta grafica SilverCrest, con un cd contenente i programmi Corel Draw e Corel Photo Paint.

Attualmente utilizzo spesso anche il famoso e gratuito PhotoFiltre (se vuoi scaricarlo clicca qui), disponibile in rete anche in italiano. Parlerò quindi di quest'ultimo, essendo disponibile a tutti.

Il suddetto programma permette:

  • di regolare la luminosità, il contrasto, la gamma tonale, la saturazione, anche su ciascun canale di colore preso singolarmente [menù Regolazione];
  • variare la tinta, sostituire un colore o modificarne il tono, rinforzare i toni scuri o quelli chiari [menù Regolazione];
  • di ottenere un'immagine in negativo, in bicromia b/n o posterizzarla [menù Regolazione];
  • di ruotare, inclinare od ottenere un'immagine speculare o modificare gli assi [menù Immagine];
  • di ritagliare, ridimensionare l'immagine o la zona di lavoro [menù Immagine];
  •  di rendere un colore trasparente (ad esempio il bianco di uno sfondo) [menù Immagine];
  • di aggiungere del testo in vari formati, stili e inclinazione [menù Immagine];
  • di contornare un'immagine o aggiungervi un'ombra esterna [menù Immagine];
  • di aggiungere informazioni sull'immagine, come: copyright, dimensioni, formato del file e altre informazioni come testo libero [menù Immagine];
  • di selezionare con varie forme (rettangolo, cerchio, ellisse, rombo, triangolo, poligono, etc.) e poi: invertire, centrareespandere o contrarre, copiare la selezione, oppure ribaltarla, ruotarla o adattarla in diversi formati (es. 4:3) [menù Selezione];
  • di sfocare o mettere a fuoco un'immagine, ravvivare i colori, ridurre rilievi e rumori [menù Filtri];
  • di applicare un effetto seppia, bianco e nero, notte, tramonto [menù Filtri]
  • di ottenere un effetto gradiente, colorizzare o applicare una velatura di colore [menù Filtri];
  • di deformare l'immagine od ottenere gli effetti di alcuni mezzi di pittura (come matite colorate, pastelli, acquarello, pittura ad olio, etc.) e invecchiare una foto [menù Filtri];
  • di appiattire un'immagine (effetto fotocopia o carta da lettera), modificarne i contorni (colorati, bianchi, neri) e la trama (mattone, sabbia, rete, scacchiera, tela) [menù Filtri];
  • di usare gli strumenti clona, pennelli, aerografo, riempimento, linea, sfumino, contagocce e bacchetta magica [dal menù laterale].
L'unica cosa che manca a questo programma è la possibilità di lavorare su livelli differenti, cosa fondamentale se si vuole, ad esempio, colorare un disegno in digitale eliminando i contorni.
A parte questa lacuna è un ottimo programma e consente di elaborare immagini e colorarle in modo facile e con dei discreti risultati. Nelle immagini che seguono mostro qualcuna delle funzionalità appena descritte.


Questa è l'immagine originale a cui ho aggiunto il Copyright e una cornice esterna (Contorno esterno e Copyright dal menù Immagine).


In questa elaborazione, che potrebbe essere la copertina di un libro, ho utilizzato gli strumenti Offset e Testo dal menù Immagine, poi ho colorizzato in porpora, blu, verde e giallo con lo strumento Colorizza dal menù Filtri (sottomenù Colore).


In questa seconda elaborazione ho utilizzato il comando Fotocopia dal menù Filtri (sottomenù Appiattire).


In quest'ultima elaborazione ho utilizzato il comando Puzzle dal menù Filtri (sottomenù Creativo) e l'Inversione RGB dal menù Regolazione.

Nel prossimo post mostrerò invece alcuni esempi di colorazione e inchiostrazione digitale, a partire da alcuni miei disegni fatti a penna o matita. 

A presto! :-)

venerdì 28 ottobre 2011

Acquerelli

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L'acquerello è un tipo di pittura tradizionale e molto versatile in quanto l'aspetto finale del dipinto varia da quanto si diluisce il colore con acqua, che può quindi essere tenue e traslucido oppure denso e pieno di contrasti. Questo strumento si può trovare in commercio sotto diversi formati: in cialde, come quelle dei set destinati ad uso scolastico, oppure in godet (cioè in pastiglie rettangolari vendute anche singolarmente) o in tubetti. Il vantaggio della versione in compresse è che non bisogna stendere la pasta, il colore è già sotto gli occhi e basta intingere un pennello d'acqua pulita e prelevarne un po'. I tubetti in compenso durano a lungo, sia perché se chiusi correttamente non seccano, sia perché ne basta poco da diluire con acqua per ottenere una notevole quantità di colore.
Per dipingere ad acquarello occorre un set di acquarelli (più sono meglio è, ma un assortimento di 8-12 colori può essere sufficiente per cominciare); della carta apposita (in genere da 300g/mq); un set di pennelli per acquerelli di diverse dimensioni, due contenitori per l'acqua (uno grande per lavare i pennelli e uno per prelevare acqua pulita); una tavolozza o un piatto in plastica o ceramica e infine del nastro gommato o del nastro carta per fissare i lati del foglio.


Possono tornare utili anche un pezzo di candela bianca per applicare delle riserve (salvo non acquistate dell'apposito liquido di mascheratura); uno spazzolino da denti per spruzzare il colore; del sale grosso da cucina, della pellicola trasparente, della stagnola o della carta assorbente stropicciate da applicare sul dipinto per creare effetti di texture particolari. 

Prima di dipingere sulla carta per essere sicuri che non si deformi applicando del colore troppo diluito, è consigliabile bagnarla bene con acqua (immergendola in un lavandino o una vaschetta pieni d'acqua o passandola con una spugna bagnata), tenderla con del nastro e farla asciugare prima dell'utilizzo. In alternativa si può usare della carta molto pesante.

Il problema degli acquerelli è capire quanta acqua utilizzare per diluire il colore: per questo solo l'esperienza insegnerà quanta usarne a seconda dell'effetto che si vuole ottenere. Diluendo molto un colore si ottengono delle velature, che si possono sovrapporre per creare via via un colore più intenso e stratificando colori diverso. La caratteristica propria di questo mezzo è la trasparenza, per cui il colore applicato sotto trasparirà: per questo bisogna far attenzione a non commettere errori e cominciare a stendere i colori sempre dal più chiaro al più scuro, perché è difficile rimediare, anche se si può attenuare una tinta sbagliata applicandovi dell'acqua sopra con un pennello e asportando via il colore. Altra caratteristica di questo mezzo è che il colore asciutto si scioglie con l'aggiunta di acqua, quindi sovrapponendo un colore bagnato su uno asciutto, questo ne scioglierà in parte la superficie fondendosi a quello sottostante.
Nel semplice paesaggio montano qui sotto, ho utilizzato velature di diversi colori, sovrapponendo più strati di diversi colori per le montagne in primo piano e usando una sola velatura per quelle più lontane per dare l'idea di una prospettiva aerea:


Le tecniche di pittura ad acquarello fondamentali sono tre:
  • bagnato su bagnato: si applica una seconda stesura di colore su una stesura precedente ancora umida. Le due stesure di colore si mescolano tra loro sulla carta.
  • bagnato su asciutto: si applica del colore col pennello pieno d'acqua su una precedente stesura già asciutta. Il colore sottostante si scioglie sulla parte più superficiale e traspare.
  • asciutto su asciutto: col pennello a secco si preleva del colore e lo si applica sulla pittura già asciutta. L'effetto è più coprente e si possono rifinire dettagli utilizzando un pennello a punta fine, oppure creare macchie e texture punteggiando la superficie con un pennello più grande e asciutto.
Utilizzando una diversa concentrazione d'acqua è possibile creare delle sfumature di colore. Per sfumare un unico colore si comincia prelevandolo dalla tavolozza e stendendolo sul foglio a pennellate orizzontali: al termine della pennellata si sarà creata una sacca d'acqua che verrà riutilizzata nella pennellata successiva, aggiungendo via via altra acqua per diluire il colore.
Per digradare due colori si procede all'incirca allo stesso modo, solo che si applicherà un secondo colore a cominciare dalla sacca d'acqua creatasi dalla stesura del primo. Si può procedere così anche con un terzo colore, un quarto e così via, come nella figura a lato.

Le correzioni si possono fare sull'acquerello bagnato tamponando con un pezzo di carta assorbente il colore e asportandolo; mentre sull'acquerello asciutto si può fare la stessa cosa, ma bagnando prima la parte interessata e asportando il colore con un fazzoletto o attenuando i toni con un pennello bagnato.

Nella pittura ad acquarello c'è comunque poco spazio per gli errori e questo vale anche per un altro aspetto: il colore bianco dell'acquarello non è coprente, serve per ottenere tonalità più chiare di altri colori nei miscugli, ma per ottenere del bianco puro bisogna preservare il bianco del foglio: o evitando di dipingere sopra una determinata area, oppure mascherando con della cera di candela o del liquido di mascheratura l'area interessata. In alternativa si può utilizzare del bianco in gouache o tempera, oppure un colore acrilico bianco: essendo opachi, copriranno l'acquerello.

Altri modi di utilizzare gli acquerelli sono la pittura monocroma, cioè usando un solo colore e variando i toni con l'aggiunta di una maggiore o minore quantità d'acqua; oppure insieme ad altri strumenti, come le matite colorate o l'inchiostro, per aggiungere dei tratti e dei contorni alla stesura. In particolare, l'accostamento del disegno a china dà vita ad uno stile che è tipico del fumetto, come nel dipinto qui sotto:

"Guardiana del faro"

In questo caso ho steso prima i colori ad acquerello e poi ho ripassato i contorni col pennino e la china, ma l'ordine delle due fasi è indifferente, in quanto l'inchiostro di china, una volta asciutto, non viene disciolto dall'acqua.

Per concludere, e sperando di aver fatto un'introduzione semplice ed esaustiva a questo mezzo, posso dire che l'acquerello è una tecnica di pittura versatile e spontanea, che permette di dare vita a dipinti evocativi in breve tempo ed è adatto anche a catturare un'idea e farne un ottimo schizzo (specialmente con la combinazione di disegno di contorno dell'inchiostro e della stesura dell'acquerello): una volta padroneggiata la diluizione del colore, è un mezzo molto divertente da usare!

"Paesaggio mediterraneo"

Al prossimo post! =)

Portapenne 3

Ancora un'idea di riciclo per vecchi barattoli... questa volta ho usato la carta regalo per foderare il contenitore e con la stessa ho creato una fascetta laterale per infilarci dei foglietti. Ho ritagliato il coperchio in 4 parti per ottenere dei divisori ed avere così 4 scomparti in cui mettere matite, penne o pennelli.


Tutto qui! Al prossimo post! :-)
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